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13 Leinster Street
South Dublin 2,Ireland

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Valentina a Dublino

A me e` capitata la fortuna di andare a Dublino! E` durata solo tre giorni e tre notti, ma ne e` valsa veramente la pena. Cosi`, giovedì pomeriggio ho aspettato il Terravision a Victoria station (gia' ho dimenticato di dirvelo in quel periodo vivevo a Londra) con la mia amica d`avventure Filly, e piene d`entusiasmo siamo salite sul coach pronte per questo viaggio.

Eravamo contentissime, ma dopo un`ora e un quarto di viaggo attraverso le stade statali iniziavamo a chiederci se esistesse davvero questo aeroporto. Alla fine, ce l`avevamo fatta eravamo a Luton ed eravamo pronte ad imbarcarci. Raggiungiamo il desk, mostriamo i documenti, saliamo a bordo….si parte! Il volo, ovviamente Ryanair, e` durato un`ora, meno del tempo che ha impiegato il pulmann della Terravision ad arrivare da Victoria a Luton. La mia amica Filly, ottima navigatrice, aveva gia` organizzato tutto, quindi, atterrate a Dublino, sapevamo gia` come arrivare alla camera nell appartamento privato da lei prenotato.

Per nostra fortuna l`aeroporto non era molto lontano dalla citta`, infatti il collegamento e` effettuato dagli autobus del trasporto pubblico. E` stato il nostro primo contatto con gli euro, una spesa modesta (solo due euro) per percorrere le strade irlandesi, e in meno di mezz`ora eravamo a Dublino. Una volta scese dall’autobus abbiamo raggiunto l’ostello, con l’aiuto di una mappa google. L’appartamento a Dublino, era vicino alla strada principale, O’Connel Street, era davvero bello. Era un appartamento in un palazzo molto vivace, le pareti colorate, i bagni e i pavimenti puliti e il personale molto gentile.

Il giorno, dopo iniziamo le nostre visite! Il cielo era molto simile a quello londinese, grigio, ma durante la nostra permanenza cambierà tante volte, e per nostra fortuna, ci lascerà vedere anche un po’ di sole. Era proprio bello sentire e sapere di essere nella capitale Irlandese, camminavamo sulla O’Connel Street, una strada ampia con un traffico modesto. Sì, dopo quasi tre mesi di permanenza a Londra, si inizia ad apprezzare le città con ritmi rilassati, ecco perché non ho potuto fare a meno di notarlo.

Da entrambe i lati c’erano palazzi alti e la strada era separata da un ampio marciapiede sul quale c’erano un sacco di statue dedicate a personaggi famosi una, ad esempio, era per O’Connel. In breve siamo arrivate al fiume Liffey, ci era sembrato così strano, molti dicono di Dublino che sia una piccola Londra…..non io. cercavamo la famosa Temple Bar , sapevamo che è una strada che pullula di locali e che lì c’è gran parte dell’atmosfera della città. E’ quella non è stata che la prima volta, in seguito andremo lì ancora e ancora. Bella di giorno, ma di sera lo è di più! Non avevamo fatto nessun abbonamento ai mezzi, tutta la strada fatta, l’abbiamo fatta con i nostri piedi. Ma a Dublino si può, è piccolina. Camminando, fermandoci di tanto in tanto per entrare nei negozi di souvenir, siamo arrivate alla Christ Church Cathedral, il tempo di fare qualche foto nel giardino e di capire che l’ingresso era a pagamento e abbiamo continuato alla scoperta di altro. Sapevamo dove andare, volevamo vedere la Guinnes Storehouse.

Ed eccoci arrivate. Una fabbrica gigantesca…dovevamo entrare. Il prezzo d’ingresso è di 15 euro, fatta la fila…si entra. Avevamo a disposizione un’audioguida, così oltre a guardarci intorno potevamo capire cosa stessimo guardando. Era strutturato in 6 piani, ognuno dei quali era dedicato ad un aspetto della Guinnes. Trattavano la storia della produzione, del trasporto e della pubblicità e gli effetti provocati dal bere una birra in compagnia. In più, era incluso un assaggio di Guinnes appena prodotta, e alla fine del tour, chi voleva, poteva spillarsi da solo la sua Guinnes (con l’aiuto di professionisti) e, oltre ad avere una pinta da bere, viene consegnato un attestato che riconosce il merito di aver spillato perfettamente una birra. All’ultimo piano c’è il bar e una vista fantastica su tutto il panorama di Dublino.

Abbiamo proseguito alla ricerca del museo di arte moderna, era un po’ distante ma alla fine eravamo anche lì. La cosa più bella è il parco, era immenso e di tanto in tanto ci imbattevamo in qualche scultura (ai nostri occhi privi di senso). in seguito avevamo iniziato a camminare senza sapere esattamente dove andare, il modo migliore per conoscere posti nuovi. La nostra idea era di andare a mangiare in un pub dove si esibivano gruppi folk, ma nulla da fare, i pub erano veramente affollati. Cosi abbiamo continuato alla scoperta del Trinity College, all’interno, un vasto spazio ordinato diviso tra verde e costruzioni. Abbiamo proseguito verso Grafton Street, una strada piena di negozietti e di turisti. Si stava facendo tardi ed eravamo stanche, quindi il parco in fondo alla strada calzava proprio a pennello. Era incantevole il St Stephen’s Green, lo descrivono come l’Hyde Park di Dublino, e lo era davvero. E qui che ci siamo fermate per ricaricarci.

La National Gallery non era come la immaginavamo, era piccola ed abbastanza vuota, non c’era molta gente, ma noi non volevamo perdere l’occasione di vedere un Caravaggio dal vivo. Infatti la Cattura di cristo del Caravaggio è custodito qui. Finito il giro abbiamo abbiamo cercato, al parco di fronte, il monumento in onore di Oscar Wilde, ed eccolo lì, è una riproduzione tridimensionale dell’autore seduto su un masso. L’ultimo sito che volevamo visitare era la Cattedrale di St. Patrick, non potevamo perdere neanche questa dato l’importanza del Santo per l’intera popolazione irlandese.

Avevamo concluso così il nostro giro alla scoperta dei monumenti, ma per fortuna avevamo tante altre idee per vivere Dublino. L’offerta turistica è molto ampia, anche a Dublino girano pullman turistici che permettono di visitare tutti i principali siti della città in 24 ore.

Un percorso un po’ meno tradizionale era offerto da Viking splash tour, che oltre a portarvi nei posti più interessanti della città, va in mare, alla modica cifra di 25 euro. Un altro percorso, del costo di 30 euro, è via mare e da modo di ammirare le bellezze naturali della costa, consiglio vivamente di provarlo. Da buone italiane abbiamo scelto un ristorante italiano per cena, il Boccaccio Restaurant. E così dopo bresaola grana e rucola, pizza e tiramisù siamo andate nuovamente a Temple Bar. Che bello che era, c’erano artisti ovunque, chi si vestiva da folletto per farsi fotogrfare in cambio di qualche spicciolo, chi si metteva in un angolino appartato con la sua chitarra,e chi invece, organizzava veri e propri spettacoli.

Mi ricordo particolarmente tre ragazzi, uno suonava il violino, uno la batteria e l’altro la chitarra. Intorno a loro la gente ballava e scattava foto, davvero bello. Come vi avevo già anticipato, il Temple Bar è ricco di pub, così, non potevamo non entrare in uno dei tanti. La gente era ovunque, è stato davvero faticoso riuscire a prendere due birre, ma una volta fatto, eravamo molto soddisfatte. Eravamo in un pub irlandese con una birra in mano ad ascoltare musica, dal vivo ovviamente. Tutti i pub incrociati lungo la nostra strada offrivano musica dal vivo ed era proprio questo a renderli così interessanti e a far venire voglia di entrarci. Strano a dirsi, ma secondo me 3 giorni sono sufficienti per vedere Dublino e per conservarne un buon ricordo.

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13 Upper Baggot Street
Dublin 4
Ireland